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Santa Lucia a Como
6 Dic

La pace di Santa Lucia (che si festeggiava anche a Como)

Il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia, una Santa che per tradizione è ricordata anche in alcuni paesi del nord Europa, in Italia e per tre secoli è stata venerata anche a Como.

Santa Lucia: il giorno più corto che ci sia

Dalla la Svezia, alla Finlandia, dalla Polonia, alla Russia Danimarca e Svizzera tedesca, fino alle regioni o i paesi del nord Italia come il Trentino Alto Adige, la Lombardia e in particolare Bergamo, il Friuli Venezia Giulia e in alcuni paesi dell’Emilia Romagna, non è strano vedere bambini che durante la notte del 13 dicembre attendono la Santa.

Il proverbio che tutti ricordano in effetti racconta come il giorno di Santa Lucia, sia quello con luci del giorno più ridotte (che per la precisione sarebbe nelle settimana successiva col solstizio d’inverno che è il 21 dicembre). La scelta di ricordarla proprio il 13 dicembre non è casuale: la Santa viene invocata soprattutto per chi ha malattie e problemi agli occhi perché in questo modo si vuole ricordare il suo martirio.
Da qui la classica immagina nordica di giovani che si addobbano il capo con candele per illuminare la notte.
L’iconografia di Santa Lucia, che forse può sembrare macabra ma racchiude l’essenza di questa santa, riporta infatti spesso una giovane che regge un piatto sul quale sono poggiati i suoi occhi.
La giovane nell’anno 304 fu denunciata dal suo promesso sposo perché cristiana. Sottoposta a ogni tipo di sofferenza, dal fuoco, alle violenze fisiche, ne uscì sempre indenne. Nemmeno la tortura degli occhi cavati poté nuocerle, tanto che miracolosamente si rigenerarono. L’uccisione avvenne con un fendente alla gola.

santa lucia iconografia

L’iconografia classica, rappresenta Santa Lucia con un piatto su cui poggiano i suoi occhi

Santa Lucia e Como: la Santa che portò la pace

A Como la memoria storica dei questa Santa si è purtroppo persa e certamente i comaschi di oggi non ricordano che per ben tre secoli è stata festeggiata anche nella nostra città.

Il motivo è semplice: sotto il governo di Filippo Maria Visconti duca di Milano, fu stipulata proprio la ‘Pace di Santa Lucia’ perché fu in quel giorno, il 13 dicembre 1439 che si concluse un periodo di dure lotte interne alla città. Como era in balia a saccheggi, violenze, persecuzioni: erano stati incendiati anche edifici pubblici tra cui il Broletto Nuovo che si trovava ai tempi nella piazza del Duomo e conservava l’archivio dei notai e che fu definitivamente abbattuto.
Tra il 1419/1420 il frate Bernardino da Siena, portò anche a Como il suo messaggio di pace, ma trovò una situazione tragica. Successivamente chiese man forte a frate Silvestro da Siena, poi proclamato beato, che ebbe nel 1432 una tale forza nel predicare che riuscì a far stipulare la ‘Pace di Santa Lucia’, siglata proprio nel convento di San Francesco che si trovava dove oggi sorge il tribunale di Como. A testimonianza dell’accaduto anche oggi esistono molte pergamene raccolte nell’Archivio di Stato di Como.

‘La pace di Santa Lucia a Como’: una festa di fiori, colori e stop alle armi

Il racconto sulle pergamene dell’epoca è davvero affascinante: per condividere lo stato di pace furono coinvolte parrocchie e associazioni di ogni ordine e grado. Le strutture devastate e bruciate furono addobbate con fiori e pitture di vari colori in attesa di essere ricostruiti. Nel chiostro di San Francesco si riunirono nobili, artigiani, plebe: i notai firmarono gli atti di pace dando valore giuridico. Nessuno portò più armi e scudi in chiesa: la ‘Pace di Santa Lucia’ divenne così giorno di precetto con esclusione di ogni attività lavorativa.

Il ricordo della Santa Unione di pace comasca, rimane solo nell’iconografia

È davvero un peccato che questa ricorrenza comasca si sia persa nel tempo. Il significato profondo di unione e collaborazione e di pace è un valore che non può e non deve mai essere dimenticato (e oggi mi sembra quanto mai attuale).
Oggi rimangono solo i ricordi di quei tempi grazie all’iconografia e all’arte diffusa a Como e in molti paesi lariani visibili ad esempio in Duomo, nella Chiesa di Cosma e Damiano.

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