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giubiana Como
5 Gen

La tradizionale festa della Giubiana a Como

Tante sono le tradizioni nella nostra zona che oramai si tramandano da secoli e che ci arrivano probabilmente dal nostro passato celtico. Una di questi è la festa della Giubiana.

Conosci già la festa della Giubiana?

La festa della Giubiana, con nomi leggermente differenti da zona a zona, è una festa abbastanza sentita nel nord italia, in particolare in Piemonte e Lombardia. Giubiana sembra infatti che derivi dalla parola “Giovedì” detta in dialetto piemontese, cioè “Giòbia”, mentre qui da noi si dice “Giuedì”.
Questa antica tradizione ci racconta che, in una data ben precisa della stagione fredda si deve accendere un fuoco che serve a scacciare via l’inverno. Ogni anno questo rito si rinnova nei paesi delle campagne comasche, solitamente l’ultimo giovedì del mese di gennaio. All’interno di questi fuochi che vengono accesi nelle piazze dei paesi viene bruciata la Giubiana, un pupazzo fatto di stracci e di paglia dalle fattezze di una vecchia o di una strega, che a sua volta rappresenta l’inverno.

La Giubiana nel nord Italia

La tradizione cambia un po’ in tutto il nord Italia, ma sembra che l’origine sia comune e che il nome derivi da Giove (giovedì) e che il nome “giubiana” rappresentasse le feste contadine che ogni inverno venivano organizzate per influenzare in positivo la rinascita della natura, proprio nel periodo della semina. In altre zone del settentrione questi fuochi vengono organizzati leggermente più avanti (fine febbraio e marzo) sempre con l’obiettivo di “cacciare via l’inverno”, ad esempio in Romagna. La tradizione contadina e le influenze celtiche hanno lasciato una profonda impronta sulla cultura della pianura padana, dandole dei tratti comuni anche a distanza di parecchi chilometri.

La Giubiana nel Comasco

Nella zona di Como ogni anno si celebra quindi la giornata della Giubiana, attraverso l’accensione di un falò per esorcizzare l’inverno. E’ importante sapere che il personaggio della Giubiana è molto diverso da luogo a luogo. In tutte le versioni della storia si tratta di una vecchia o di una strega che spaventa o che mangia i bambini. Ed il finale della storia è simile: in tutte le versioni della leggenda infatti, la strega viene ingannata ed i bambini vengono salvati. In un caso, il raggiro avviene grazie ad un piatto di riso con lo zafferano condito con la salsiccia (la luganega), che la distrae a tal punto da dimenticare l’arrivo del giorno e scomparire per colpa della luce diurna. In altre zone anziché la vecchia troviamo una giovane, per esempio a Cantù, probabilmente dovuta ad antichi fatti legati alla storia della città.

Come funziona la Giubiana?

Come raccontavo, questa tradizione, che è molto antica ed è molto sentita nelle campagne, ha origini antecedenti al culto cristiano, è importante perché ha lo scopo di esorcizzare l’inverno e propiziare la primavera. Il fantoccio della vecchia viene bruciato accompagnato da piatti tipici come il risotto con la salsiccia oppure lenticchie e cotechino, altrimenti trippa, varia da paese a paese, il tutto innaffiato da vin brulè. Durante la festa, la comunità si riunisce e spesso si usa ballare tutti assieme attorno al falò.
E tu, hai mai partecipato alla festa della Giubiana? Noi in questo periodo siamo chiusi, ma se capiti in zona a fine gennaio ti consigliamo di fare un giro a Cantù e nelle altre città che festeggiano questo antico rito per immergerti del tutto nell’antica tradizione contadina Comasca. Un saluto ed un sorriso da tutti noi dell’Hotel Posta di Moltrasio!
Photo Credits: Wikimedia Commons

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